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Etichette acqua minerale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bicchierini da Liquore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saponette Semiconsumate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vecchi quaderni di scuola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scatole e vari contenitori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bottigliette da liquore

 

 

 

Curiosità Eccentricità

Bizzarre, perché? Perché sono collezioni rivolte alla raccolta di cose di uso comune, e che appunto per questo acquistano un sapore insolito, strano quasi. Come ci si può dedicare a raccogliere etichette di birra, carte d’arancia, perfino ritagli di giornale, che testimoniano di incredibili errori di stampa?
Eppure si finisce con l’appassionarsi, spinti dal conscio o inconscio impulso di mettere assieme qualche cosa che possa costituire testimonianza del costume di un’epoca; si finisce per amare, anche nel più semplice degli oggetti, anche nel pezzetto di carta velina che avvolge un’arancia, ad esempio, l’ingenuità colorata, a volte quasi elegante, del “marchio” che vi sì trova stampato, documento di un gusto bonario e genuino, non ancora smaliziato dalla competenza grafica moderna.

Non c’è dunque limite in questo campo.
Le etichette di bottiglia. Ci sono quelle del vino, della birra, dell’acqua minerale, delle piccole bottiglie di aperitivi, delle bibite. Chi si mette a fare collezione di etichette di bottiglie di vino comincerà col scegliere o una regione o un genere. Mettiamo vini piemontesi, oppure barbera, o medoc, o champagne, o chianti. Distinguerà i vini bianchi dai rosati, dai rossi. Insomma cercherà una specializzazione per dare maggìore risalto e valore, non solo economico ma anche psicologico, alla propria raccolta. Certo non è contro la regola raccogliere di tutto un po’, ma la collezione apparirà meno unitaria e compiuta.

Lo stesso per le etichette dell’acqua minerale che possono anche essere suddivise, oltre che per regione o nazione, per virtù terapeutiche: quelle adatte alla gotta, quelle per il fegato, quelle per i reni, eccetera. Così per i liquori e le bibite: tutta la gamma dei cognac, quella dei brandy, delle grappe, dei whisky, delle aranciate, delle orzate eccetera. Oppure tutti i liquori o le bibite olandesi, o italiane, o francesi. Uguale per le birre. Dove si possono trovare queste etichette?
Si può essere fortunati e trovarne di non usate di vecchie marche presso il rigattiere o al mercatino. Altrimenti, con la scusa di acquistare qualche bottiglia, si possono richiedere, sempre nuove, non usate, al produttore stesso. Ma più emozionante è staccare l’etichetta dalla bottiglia, scoprire, quando sì è a pranzo in un ristorante, una etichetta che manca alla propria raccolta sulla bottiglia del vino o su quella dell’acqua minerale. Si chiede la bottiglia vuota, lasciando una mancia, o se ne acquistano un paio piene: si immerge in una pentola piena a metà o poco più la bottiglia in questione, in modo che l’etichetta resti sommersa, e la si lascia per qualche tempo, finché si sarà completamente staccata.

Un’interessante collezione di bottigline da liquore rientra nel campo delle collezioni che fanno “curiosità”. Raccolte a grappoli, le piccole bottiglie sono appese attorno alle quattro pareti di una cucina, come un festoso allegro pannello. Vi sono bottigline di ogni qualità e marca di liquore che provengono da tutto il mondo.

Eccezionale in fatto di eccentricità e curiosità, è una raccolta di pezzi di asfalto di Milano. Non cono però, naturalmente, i pezzi d’asfalto veri e propri ma fotografie a colori di essi, disposte poi con un abile fotomontaggio, l’una accanto all’altra, quasi a formare un quadro astratto.

Nel ramo curiosità, altre collezioni da prendere in considerazione sono quelle di nomi strani, tutti scritti uno per uno su varie schede e documentati con testimonianza della lettura, e magari fotocopia, della fede di battesimo; quelle di buste usate di varie ditte, suddivise in vari rami, quelle ad esempio di fabbriche di tappezzerie, dì prodotti medicinali, cartiere, mobilificieccetera; quelle di barzellette ritagliate da giornali e riviste dì tutto il mondo; quelle dimonete false, di biglietti della lotteria, di multe, di bibliografie di cani, di involucri del tè, di forme di pane, di turaccioli da champagne, di tessere d’autoclub, di biglietti di teatro e di cinema, di oggetti di plastica. La lista può essere lunga ancora un bel pezzo, non vi è limite alla fantasia del collezionista, che può trovare materia di suggestione e di interesse in qualsiasi oggetto.

Una raccolta di vecchi quaderni di scuola: raccontano la storia di una bambina, gli anni trascorsi dalle elementari al ginnasio.

Una collezione molto curiosa è composta di involucri di sigarette, di saponi, di , e persino di alcuni dolci e torte. i vari contenitori sono pazientemente incollati su un cartoncino robusto, in modo da formare un pannello. La collezione può riguardare gli involucri in generale, ma spesso i raccoglitori di queste “carte” si orientano esclusivamente verso determinati contenitori: quelli delle sigarette, del tè, eccetera, mentre vi sono altri specialisti che raccolgono soltanto, per esempio, scatole di sigarette di tabacco biondo oppure di tabacco scuro, o ancora soltanto sigarette europee e così procedono per altri tipi di involucro.
In quanto ai luoghi dove reperire il materiale, la stessa passione suggerirà la pista giusta, ma possono sempre soccorrere straccivendoli e rigattieri, impensabili miniere di tutto ciò che dà emozione e divertimento a chi ha l’animo del raccoglitore.

Guida alle Collezioni

 

 

 

 

 

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