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Il Costume |
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Uno dei fenomeni di
costume più osservati e presenti nelle iniziative d’ogni città, è il
mensile Mercatino dell’Antiquariato. Nato assieme alla rivoluzione
industriale all’inizio dell’ottocento, nelle capitali europee del
nord come ultima risorsa di vita della classe più bassa della
popolazione, che vendeva o barattava abiti e suppellettili usate
contro generi alimentari, già meno di un secolo dopo attirava
curiosi, artisti e sempre maggiori fette di pubblico composto da
tutti gli strati sociali. Il mercato delle Pulci a Parigi,
Portobello’s Road a Londra, Porta Portese a Roma ed i vari “fleas
market” sparsi in tutto il mondo, sono oggi un momento di
aggregazione sociale non solo per i collezionisti e gli appassionati
del settore, ma un’occasione irrinunciabile per offrire al pubblico
di visitatori il salotto buono della città che si riscopre al centro
dell’interesse. Acquistiamo mobili e complementi d’arredo d’epoca
per avere una casa arredata con gusto ed eleganza, ma le ragioni
profonde di questa “necessità” sono altrove. Lo stile di vita di
questi anni ed il progresso tecnologico-industriale ci anno
sradicato dalle nostre origini, allontanandoci dalle tradizioni e
spesso dalla nostra cultura. Gli oggetti che vengono dal passato
sono carichi di ricordi, anche se non erano della nostra famiglia, e
ci riconciliano col presente.
Il vero antiquariato
non è esposto in strada, per motivazioni legate al valore degli
oggetti o dei mobili e si trova solo nei negozi specializzati che
incutono ai più “timore reverenziale”. Il merito delle mostre
mercato, è stato quello di avvicinare la grande massa del pubblico
verso un genere considerato finora irraggiungibile, spesso
impropriamente denominato antiquariato, ma che quanto meno offre al
pubblico il grande spettacolo del vecchio o dell’usato dove spesso
si può trovare un pezzo da tempo agognato e qualche volta anche la
rarità. Collezionare oggetti che ci vengono dal passato è
un'attività che l'uomo pratica da secoli, per diversi motivi. Si
raccolgono come testimonianza tangibile del passato, per nostalgia,
per studio, per hobby, per curiosità, per arredare la casa. Chi ce li propone nella mostra è l'espositore, uomini e donne dalle molteplici connotazioni, tutti con storie e vissuti diversi e spesso affascinanti: professori universitari, pensionati, militari, professionisti, disoccupati, impiegati, studenti, cooperative di disabili o per l'inserimento lavorativo, parrocchie e tante altre categorie sociali, tutti collezionisti, restauratori e col sogno d'essere mercanti per un giorno, purché non professionisti nella vendita. Nella mostra c'è posto anche per l'ambulante e per l'artigiano, ma gli oggetti che espongono non devono entrare in concorrenza diretta con quelli presenti nei negozi del posto e devono essere attinenti al tema della mostra. Gli espositori sono privati in possesso di AUTOCERTIFICAZIONE dalla quale risulta che le merci e i prodotti esposti sono di proprietà e facenti parte di collezioni private non destinate al commercio abituale o che sono frutto dell'ingegno e dell'abilità manuale, oppure, se sono commercianti, sono muniti di autorizzazione o, se sono artigiani, sono muniti d'iscrizione all'albo delle imprese artigiane.
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