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Le smanie collezionistiche sono
pressochè inesauribili. Il desiderio di possedere un oggetto è
legato all'istinto dell'uomo di sapere, di cercare, di vedere per
amore di conoscere. |
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Le Raccolte Minori
La figura del
collezionista è spesso, o quasi sempre, inquadrata dal profano come
quella di una persona che fa raccolta di opere d’arte, quadri,
oggetti d’antiquariato, cose comunque sempre di un certo tono e
valore. Così che, di prima impressione, accostarsi al collezionismo
appare cosa destinata a pochi, ben forniti di mezzi. Il
collezionista, insomma, è agli occhi dei più un accumulatore geloso
di tesori, un proprietario di grandi case dove cela pezzi favolosi.
Invece non è per nulla così. |
di un gusto, di
un piccolo fatto artistico racchiuso nei disegni e nelle figure di
quei pezzi di carta. Ancora più semplicemente si può provare un
piacere, puro ed esclusivo, completo e perciò importante: appunto
una collezione. Così non si fa distinzione tra una piccola raccolta
scientifica di conchiglie, o di farfalle, o fiori della montagna e
una di quadri d’autore, o di antichi strumenti musicali, o di
preziose ceramiche; infatti il fattore comune a tutte le collezioni,
di qualsiasi genere esse siano, è in fondo una dichiarazione d’amore
verso quel quid che fa parte degli uomini intesi come genere
umano, o degli oggetti, come natura. Come si inizia una Collezione
Come si è detto,
una piccola collezione può iniziare per caso, da un oggetto
qualsiasi che ha particolarmente colpito la propria sensibilità o
fantasia. |
Dunque, si deve
avere ben chiaro davanti a sé ciò che si vuole, e amare, come
qualcosa che realmente dia soddisfazione e piacere, gli oggetti di
cui si inizia la ricerca. |
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Guida alle Collezioni
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Coltelli Tipici
L'uso di creare utensili per
tagliare è antichissimo. Nella preistoria si rendeva tagli Nonostante l'antichità millenaria dell'utensile, l'uso di collezionarli secondo metodi di classificazione indicativi delle tradizioni locali è recente, ma in pieno sviluppo. In alcuni paesi i collezionisti si riuniscono in Associazioni e pubblicano interessanti riviste. A differenza dei collezionisti di armi da fuoco o di spade, gli appassionati di coltelli non possono contare su sicure classificazioni e marchi di fabbrica, essendo questi oggetti di uso comune e di produzione artigianale.
E' forse questa difficoltà, però,
ciò che rende più affascinante questo tipo di collezionismo. Obbliga
ad una attenta ricerca etnografica, all'uso delle tecniche di forgia
e di assemblaggio, allo studio
differenziata dai diversi ambienti, tradizioni e gusti locali. Dai Bauernwehr tedeschi (coltelli contadini del 15° sec.) col pomo a testa di uccello, passati alla storia come arma nelle cruente guerre contadine di fine '500, alla Navaja spagnola che fu simbolo dei duelli rusticani d'epoca romantica. Dai coltelli còrsi a serramanico al Puukko finlandese (coltello "da orso"). Poi i coltelli balcanici, coltelli pastorali usati anche per difesa e per offesa nella seconda guerriglia contro i Turchi, come il montenegrino Jatagàn o il bulgaro Karakapralya. In Italia , poi, il coltello da caccia e da pastore caratterizza zone ormai note fra i collezionisti di tutto il mondo: i coltelli sardi di Pattaga, i coltelli molisani, calabresi, friulani, maremmani. Ogni zona ha una sua concezione dell'estetica e della funzionalità dell'utensile. Oggi le coltellerie artigiane di Pattaga in Sardegna, di Frosolone in Molise, di Scarperia in Toscana e di Maniago in Friuli, hanno ripreso le forme delle tradizioni locali e i vecchi segreti di assemblaggio per offrire serie limitate per i collezionisti fatte con severa attenzione alla qualità.
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