Nel Mondo del Collezionismo                                      

 

Spille da Cappelli

Soldatini in Porcellana

Ferri da Stiro

Pipe in Schiuma

Piccolo Budda

Antiquariato Minore

Ci si dovrebbe intendere, prima dì tutto, sul termine. Cosa vuoi dire “piccolo antiquariato”? Piccolo, ovviamente, non è questione di dimensioni, ma ha il senso di minore, quindi sarà aggettivo adatto a qualificare una brocca di rame del ‘700 e non un vaso di Sèvres dello stesso periodo: fin qui, restando a una definizione generica, è facile intendersi. Se poi si accetta la divisione di comodo  che sia antico ciò che ha più di ottanta anni di vita e almeno il 70 per cento del suo totale assolutamente ìntegro e non rifatto, sembra semplice distinguere l’alto antiquariato dall’antiquanato “piccolo”. Ma se si scende più da vicino a esaminare certi esempi, risorgono i dubbi. Un mazzo di carte emiliane dell’800 è antiquariato minore o no? Risposta: se si tratta di un mazzo di cui non esiste (o non si sappia esistere) replica, allora si tratta di pezzo raro e di grande pregio antiquario; se invece queste carte sono abbastanza comuni, si può legittimamente parlare di antiquariato minore. E se le carte fossero del ‘700? Veneziane? Dipinte a colori e, naturalmente, in mazzo completo? Ecco che il discorso cambia; che sia dunque questione di epoca, e si possa fare una divisione in periodi, fino al ‘700 l’antiquariato importante, più vicino a noi quello minore? Certamente no. Chi possiede un orologio del ‘600 e pensa per questo di avere un tesoro può commettere un grosso errore di valutazione, in quanto il suo orologio dovrà essere autentico in ogni sua parte, sia nel meccanismo che nella cassa, e deve inoltre essere funzionante: solo a queste condizioni sarà un pezzo davvero importante. Per risalire ancora più indietro nel tempo, e trarre le conclusioni che, nonostante ciò, parliamo di “piccolo” antiquariato, vale l’esempio degli oggetti di scavo. È questo un campo, sia detto per inciso, dove le copie e i falsi si moltiplicano ogni giorno, e dove certi rifacimenti vengono compiuti con tale sottile abilità che, a prima vista, anche un esperto può rimanere in dubbio.
Dato però per scontato che sia stata accertata l’autenticità di un pezzo, se questo è in buone condizioni, o addirittura integro, con parti eventualmente ricomposte ma non rifatte, il suo valore è alto, stabilito dalle aste più importanti (che in campo antiquario sono ancora Sotheby e Christie di Londra). Quali oggetti, quindi. rientrino nel piccolo antiquariato e  quali siano da escludere. La suddivisione dipende dal valore economico del pezzo, e non dall’epoca di costruzione né dal materiale usato, elementi questi che non definiscono, da soli, un oggetto. Quale poi sia la cifra oltre la quale si parla dì antiquariato vero e proprio, è quasi impossibile stabilirla, e solo molto approssimativamente la si può indicare tra i 500 e i 1000 euro. Non esiste addirittura, poi, la cifra iniziale al di sotto della quale non si possa parlare di antiquariato. Dove il collezionista può ricercare pezzi e oggetti antichi che non siano troppo costosi e gli consentano però una raccolta piacevole?
Nei negozi specializzati, naturalmente, cioè dai rigattieri, da quei raccoglitori di provincia che accumulano indifferentemente mobili e oggetti, da antiquari che tengono un settore di vendite dedicato agli oggetti minori e, infine, nei mercatini antiquari, ancora oggi fonte di pezzi gustosi anche se non più di “scoperte”, termine, quest’ultimo, oramai valido solo per pochissimi campi specializzati, come l’antiquanato in carta, stampe, disegni, schizzi. I mercatini importanti restano però una buona fonte, e in genere i singoli venditori, “calmierandosi” a vicenda, garantiscono una media equa di prezzo.
Sempre per iniziare una collezione di piccolo antiquariato, si possono frequentare le aste, dove qualche occasione è ancora possibile ma dove, si ricordi, ben raramente una collezione verrà bandita pezzo per pezzo, e si cercherà invece di aggiudicarla nel suo complesso per rialzarne, ovviamente, la quotazione.
Una fonte però quasi inesauribile di piacevoli oggetti più o meno vecchi è l’artigianato, italiano e straniero. Orientandosi in questa direzione, si avranno almeno due vantaggi: di cercare già a colpo sicuro potendo scegliere fra una grande varietà e, in secondo luogo, di collezionare pezzi forse poveri di valore intrinseco ma che portano il segno di decenni e secoli di storia, quindi che possono costituire un autentico atto di scelta e di cultura e che, insieme, sono una testimonianza esatta e curiosa di tempi destinati a soccombere davanti all’automazione industriale.

Guida alle Collezioni

 

 

 

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