Borghi

d'Italia

BANDIERE BLU'

 

D'EUROPA

 

COMUNE DI SPERLONGA

Il Trionfo della Natura Il mare e la spiaggia, la luce e i colori: la bellezza di Sperlonga è un vero primato

IL MARE. Per secoli ai margini delle grandi vie di comunicazione, Sperlonga ha conservato intatto il suo patrimonio naturalistico e il mare più pulito delle coste laziali, conquistando dal 1988 il riconoscimento di “bandiera blu d’Europa” per la purezza del mare. Oltre alla trasparenza delle sue acque, resta incontaminato il prezioso patrimonio costituito dalla flora e dalla fauna marina. Il grande tappeto di alghe posidonie, che rivelano il grado di equilibrio biologico, fa da corona a coste rocciose e a spiagge di sabbia finissima. I lunghi e dorati arenili sono un’altra grande attrattiva di Sperlonga, circondata da due braccia di sabbia finissima delle Riviere di Levante e di Ponente. Le due Riviere, separate dalla suggestiva Torre Truglia, presentano uno straordinario colpo d’occhio. La Riviera di Levante si estende fino alla Grotta di Tiberio; la Riviera di ponente lambisce la parte bassa di Sperlonga dove si trovano gli alberghi più prestigiosi e attrezzati.
Nel corso degli ultimi anni, nuovi e organizzati stabilimenti balneari e camping offrono ogni comfort ai numerosi ospiti di ogni età che per circa sei mesi all’anno frequentano il
litorale di questa suggestiva località.

 

 

IL GIOCO DELLA LUCE. Come un labirinto di luci ed ombre Sperlonga si sviluppa in ogni direzione con vicoli stretti e lunghe scalinate che scendono verso il mare o, improvvise, si interrompono davanti ad un muro. Fermati ed ammira! Questo sembra suggerire il terrazzo pensile che si apre sullo scenario di spiagge assolate e verdi colline. Il paese  riserva quasi ad ogni angolo una scoperta: marmi scolpiti provenienti dalla vicina Villa Tiberio, affreschi del Quattrocento, chiese nascoste dall’abbraccio delle case, piazzette misteriose, archi che inquadrano un mare azzurrissimo, poderosi contrafforti che sostengono l’abitato dagli attacchi delle onde. Tutto parla della sua storia tormentata quando, per difendersi dai micidiali attacchi dei Saraceni, le case erano costruite l’una addossata all’altra. E quel bianco dappertutto, così mediterraneo, che abbagliava i predoni abituati a lunghi viaggi per mare, e ne frenava forse l’irruenza. Sorse così sullo sperone di San Magno il paese attuale, edificato secondo la più pura architettura spontanea, vigilata sempre da un irrinunciabile bisogno di difesa. Sperlonga ha il suo fulcro nella Piazzetta, dove il turista ritrova l’atmosfera di un salotto ospitale. Da qui partono le strade bianche e strette che portano al mare più incontaminato del Lazio.

 

 

Secoli di Storia  Case Arroccate sulla costa. L'origine di Sperlonga è antica e curiosa.

 

Sperlonga, arroccata sulla lingua di terra di Monte San Magno, vanta origini mitiche. Secondo alcuni studiosi, infatti, non lontano dalle sue coste sorgeva Amiclae, la misteriosa città fondata dai Laconi. Ma furono i Romani a scoprirla alla fine dell’età repubblicana, realizzando magnifiche residenze, epicentri produttivi e di otium, attratti dalla bellezza del luogo e dalla mitezza del clima. All’imperatore Tiberio va il merito di aver fatto costruire una villa imponente, che inglobava anche un’ampia grotta, nella quale furono collocate pregevoli opere in marmo che celebravano le gesta di Odisseo. Saranno proprio le numerose cavità naturali, in latino spe/uncae, tra cui quella utilizzata dall’imperatore, a determinare il nome del futuro paese. Dopo la caduta di Roma, i ruderi della residenza imperiale, verso il VI secolo, servirono da rifugio a comunità e popolazioni locali. Da queste popolazioni vengono i primi abitanti di Sperlonga, che cominciava lentamente ad arroccarsi sulla collina di San Magno. Una necessità determinata non solo dalle malattie delle paludi, ma dai continui attacchi dei pirati che infestavano il Tirreno. Per proteggersi dalle incursioni che a ondate continue predavano quei lidi, vennero costruite alcune torri di avvistamento. Ma tutto fu inutile e il piccolo centro venne raso al suolo nell’agosto del 1534 dalle orde di Kaireddin Barbarossa. Ci volle più di un secolo perché il paese rinascesse. Nel Settecento e nell’Ottocento Sperlonga assunse l’attuale caratteristica struttura a forma di testuggine e venne arricchita con chiese e palazzi signorili. L’agricoltura rifiorì, ma non riuscì a far decollare l’economia.
Il grande sviluppo verrà solo dopo la costruzione della litoranea Terracina-Gaeta, aperta nel 1957. La nuova arteria fece conoscere l’antico borgo marinaro e la preziosa collezione di marmi di Villa Tiberio, lanciando Sperlonga come una delle mete turistiche e culturali più apprezzate del Lazio.

 

Le Torri. La costa del Tirreno è punteggiata da numerose torri costruite per awistare e per difendersi dagli attacchi via mare.
Le torri di Sperlonga risalgono al 1.500. La Torre centrale, di cui soprawive solo una parte nell’attuale via Giosa, dominava il paese e il suo profilo è disegnato nello stemma attuale del Comune. La Torre Truglia, sorge su di uno scoglio di pietra viva sull’estrema punta del promontorio di Sperlonga. Edificata nel 1532 sulle fondamenta di una preesistente torre romana di awistamento, solo due anni dopo fu devastata dalle orde di Kaireddin Barbarossa. Ricostruita nel 1611, epoca in cui ospitava un sergente e un solo soldato, già nel 1623 venne di nuovo devastata dai Turchi. Rifioi solo nel secolo successivo, quando costituì una vedetta sicura per tutto il litorale. Dal 1870 al 1969 è stata utilizzata dalla Guardia di Finanza. Attualmente sono in corso lavori di riqualificazione per trasformarla in un centro di educazione ambientale marino. Il sistema di difesa costiera di Sperlonga era completato dalla Torre del
Nibbio, oggi inserita nel centro storico, e dalla Torre di Capovento, che sorgeva a circa 3 km a sud del paese, il cui basamento è tuttora visibile sulla falesia dall’omonimo nome.

 

Un Luogo d'Arte  Ecco i capolavori legati al mito e alla leggenda

La Villa di Tiberio. La residenza imperiale - di cui rimangono a Sperlonga ancora cospicui resti - si sviluppava per oltre trecento metri di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva, oltre ai quartieri di servizio e quelli più propriamente abitativi, un impianto termale, manufatti per le riserve d’acqua e un attracco privato, In epoca augustea, in occasione di un ampio intervento di ristrutturazione, la cavità, in parte lasciata naturale in parte rettificata - accolse una piscina circolare collegata ad altre esterne di varia forma, destinate all’itticoltura pregiata. Al centro della vasca rettangolare esterna doveva sorgere il triclinio imperiale. L’interno dell’antro venne decorato con grande profusione di marmi e di mosaici in tessere di vetro, e arredato con i monumentali gruppi scultorei ispirati alle imprese di Ulisse. Tiberio, succeduto ad Augusto nel 14 dC., utilizzò la residenza fino al 26 d.C. quando una frana che mise a repentaglio la sua vita lo indusse a scegliere l’isola di Capri.

 

 

 

 

Il Museo.

Il Museo Archeologico di Sperlonga, annesso all’area della Villa, è stato realizzato agli inizi degli anni Sessanta per ospitare i
pregevoli reperti scultorei rinvenuti negli scavi condotti nel sito a partire dal 1957. La raccolta comprende i celebri gruppi marmorei in cui sono state finora identificati quattro episodi dell’epos omerico: l’assalto di Scilla alla nave di Ulisse, l’accecamento del ciclope Polifemo, il ratto del Palladio e Ulisse che solleva il cadavere di Achille. Dunque, una vera Odissea di marmo che costituisce una delle testimonianze più affascinanti per la conoscenza del mito di Ulisse nell’arte antica.
Le sculture rinvenute in migliaia di frammenti, sono frutto di un lungo lavoro di restauro non ancora compiuto.
È probabile che tutti i gruppi siano opera di tre famosi scultori rodii, Atenodoro, Agesandro e Polidoro, autori anche del celebre Laocoonte oggi in Vaticano, cui Tiberio commissionò a decorazione dell’antro.
Nel Museo sono esposti altri pregevoli reperti, in gran parte scultorei, riferibili all’apparato ornamentale della villa (immagini di divinità, ritratti, soggetti mitologici) oltre che suppellettili e manufatti che documentano l’ininterrotta continuità di vita del complesso fino all’età tardo-antica.

 

 

 

 

 

Un Palcoscenico

 

 

La “scoperta” di Sperlonga come palcoscenico della natura e un vero set cinematografico, risale agli anni ‘50 quando un celebre attore italiano, Raf Vallone, individuò questo luogo durante le riprese di un film con Lucia Bosè. Dal suo amore per Sperlonga nasce la fama “internazionale” della località laziale. «Per più di trent’anni - ha raccontato Raf Vallone - ho invitato a Sperlonga tanti amici famosi che si sono lasciati incantare dalla bellezza del luogo. Albert Camus, che aveva origini africane, rimase abbagliato: in quel piccolo villaggio bianco, mi disse, gli sembrava di vedere riprodotta la sua terra. Fu mio ospite anche Arthur Miller, con la moglie e la figlia. A tutti e tre piaceva passeggiare in campagna. Un’estate invitai anche Marlene Dietrich. Incantò tutti con la sua andatura elegante e la sua raffinatezza fuori dal comune. Le piaceva andare al mercatino del paese, dove qualcuno, riconoscendola, rimaneva folgorato dal suo charme. Marlene amava molto cucinare, perciò rimaneva volentieri a casa per preparare i suoi manicaretti. Anche Brigitte Bardot fu mia ospite negli anni Sessanta. Altri nomi celebri hanno frequentato Sperlonga. Eccone alcuni: il regista Luchino Visconti, il pittore americano Andy Warhol e in tempi più recenti, la scrittrice Natalia Ginzburg. Questa tradizione ha lasciato il segno e- a dispetto del turismo di massa - ancora oggi Sperlonga rimane il luogo ideale per chi vuole amare la natura e coltivare l'intelligenza.


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