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Visitiamo il Mercatino

 

Gli espositori sono privati in possesso di AUTOCERTIFICAZIONE dalla quale risulta che le merci e i prodotti esposti sono di proprietà e facenti parte di collezioni private non destinate al commercio abituale o che sono frutto dell'ingegno e dell'abilità manuale, oppure, se sono commercianti, sono muniti di autorizzazione o, se sono artigiani, sono muniti d'iscrizione all'albo delle imprese artigiane.

I prodotti e gli oggetti offerti, difficilmente entrano in concorrenza con quelli reperibili nei negozi, infatti osserviamo sui banchi degli espositori mobili e complementi d'arredo come tappeti, lampade, quadri, porcellane inglesi e francesi d'inizio secolo, argenti Sheffield antichi, vecchi libri stampe e incisioni, scripofilia (azioni e titoli antichi), numismatica, malacologia (conchiglie da tutti i mari del mondo), fumetti, vetri, materiale vario del rigattiere (di recupero), modernariato (gadget ed oggettistica anche mobili ed arredi degli anni '50 e '60) futurnariato (primi computer, macchine da calcolo addizionatrici, grammofoni, radio, macchine fotografiche ed i primi cellulari degli anni '90) orologi e penne da collezione, materiale presepiale rigorosamente antico ed artigianale, bigiotteria originale americana anni '40 e '60, sorpresine Kinder e gadget da collezione, telecarte, santini, etichette di vini e champagne, capsule di champagne e vini da collezione, cavatappi, animalia (collezionismo di animaletti in vetro, porcellana, pietra, metallo, legno, pasta di sale), netsuke giapponesi ( statuette d'avorio o di giada), militaria che va dalle automobili yeep o autoblindo dell'ultima guerra mondiale al distintivo del fante delle 5 giornate di Milano, alla feluca napoleonica o al pugnale dell'ardito fascista, dischi in vinile a 45 33 e 78 giri, poster di vecchi films, gadget legati alla Cocacola degli anni '60 tutto quello che la fantasia e l'abilità manuale può produrre come pittura su vetro, stoffa, legno e latta, decorazione di ceramica e porcellana; ceramica raku, terracotta, pittura country, pasta di sale, pasta di mais e cernit, cartapesta giapponese, vetrofusione, decoupage tradizionale e tridimensionale, cartonaggio, stencil, Biedermeier, bigiotteria classica, etnica, sbarazzina, patchwork, quilting, maglia, cucito e uncinetto, punto croce e ricamo classico, pizzo di cantù, lana infeltrita, twistart, composizione di fiori secchi. Quello che abbiamo elencato è solo una piccolissima parte di quello che potrebbe trovarsi presso le nostre manifestazioni.

Organizzare una rassegna così articolata non è facile. Si devono tenere presenti molti fattori, che vanno dalla composizione del mix degli espositori, all'impatto pubblicitario che favorisca costantemente l'interesse di un target di visitatore adeguato al livello dell'evento.
Il collezionista è capace di fare centinaia di chilometri per recuperare un pezzo che può valere solo poche lire, spinto dalla passione o per studio. Il movimento di pubblico che iniziative simili generano, è sicuramente interessante per i servizi legati al turismo come bar, ristoranti ed alberghi ed è certamente significativo come incremento di possibilità di visita alle bellezze storico architettoniche e paesaggistiche del territorio. Il centro urbano in tale prospettiva aumenta le potenzialità di accoglienza del pubblico, che rimane poi sul territorio per turismo.

 

 

 

 

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